la minervetta a sorrento: lì dove il mare luccica

| danilo giaffreda

“Se ti fermi a dormire a Sorrento, ti consiglio La Minervetta. Per un architetto attento e curioso come te, è assolutamente imperdibile.” A suggerirmelo è Alfonso Iaccarino, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni. Insieme a Livia, sua moglie, mezzo secolo fa ha rivoluzionato la ristorazione del Sud, portando luce e notorietà a Sant’Agata sui Due Golfi, piccolo e fascinoso borgo a cavallo delle due Costiere – l’Amalfitana e la Sorrentina – della Penisola più famosa e amata d’Italia. Non mi faccio certamente ripetere l’invito: se a raccomandarmi un indirizzo è colui che qui ha saputo portare il mondo, sedurlo e coccolarlo come meglio non si potrebbe, mi fido ciecamente. Arrivo a La Minervetta al crepuscolo, quando lo skyline del Golfo di Napoli trascolora subito dopo il tramonto. Lascio trafelato le valigie in reception senza guardarmi intorno e mi scapicollo in terrazza, avido degli ultimi bagliori di prima della notte. Poi, quando ormai il Golfo è solo luci tremule sul mare, rientro per il check-in frettolosamente trascurato. E’ solo allora che mi accorgo, come in un gioco di specchi, che la bellezza non è solo fuori dalle ampie vetrate che perimetrano la hall dell’albergo, ma anche riverberata all’interno, declinata in un caleidoscopio di forme e colori combinati con gusto, equilibrio, talento e audacia. Quella di confrontarsi quotidianamente con uno spettacolo di sfacciata bellezza e reinventarlo per sé i propri ospiti, senza limiti e soggezioni.

La wunderland creata dall’interior designer nonché padrone di casa Marco De Luca, raffinato progettista di interni da sogno per case, alberghi e ristoranti della Costiera e delle isole del Golfo, in quello che il nonno Giovanni Cacace, albergatore sorrentino, e sua moglie, Wanda Schwartz, danese innamorata di Sorrento, concepirono inizialmente come ristorante negli anni ’50 del secolo scorso, è la sua personalissima interpretazione dell’ospitalità, dell’accoglienza e della bellezza tout court, priva di quella retorica dell’estetica della Costiera a cui siamo da sempre abituati. Scacchi, strisce e quadretti dipinti a mano sulle maioliche di Vietri che tappezzano pavimenti e rivestono pareti senza soluzione di continuità, dialogano senza bisticciare con santi, santini, pupi, piatti, tazze e bicchieri di ogni foggia e colore in cucina, un luminoso open space a disposizione degli ospiti, dove ogni mattina viene dispiegata una delle colazioni più buone e più belle del Mediterraneo.

Oggetti di design, vasi di Memphis – ultima vera, romantica avventura del design italiano, a firma di Ettore Sottsass – libri, riviste, opere d’arte, souvenir di viaggi, fotografie e arredi mixati con disinvoltura animano con composta e controllata bulimia i candidi spazi della hall, le scale di accesso ai vari piani, le camere con vista mozzafiato su un azzurro che è cielo e mare al tempo stesso.

Poltrone, chaise-longue, divani e divanetti, sdraio e lettini, piante, siepi e una piccola, preziosa piscina punteggiano, caratterizzandole, le terrazze e i terrazzamenti che ritmano la discesa a mare della maison, come Marco ha voluto chiamare questo buen retiro dal mondo per enfatizzare lo spirito e l’atmosfera familiari che lo caratterizzano. E se l’impressione, talvolta, è quella di una saturazione iconografica degli spazi – esterni e interni – o di una impossibilità di astrazione e distrazione da tanta, costante sollecitazione al bello, niente paura. A riportare nei ranghi di una terrena leggerezza ci pensano la rilassatezza, il savoir faire e l’informalità con cui Marco, tutti i ragazzi e le ragazze addette all’accoglienza e al servizio e le signore impegnate in cucina interagiscono con l’ospite, sollevandolo da ogni preoccupazione e anticipandone ogni desiderio. Come quello di un aperitivo servito impeccabilmente in terrazza, al tramonto, esaudito prima ancora di essere manifestato. Sì, accade anche questo. E’ non è affatto scontato.

Maison La Minervetta

Via Capo, 25

80067 Sorrento

 081 877 4455

 

 

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