martedì, 24 maggio 2011

Questo non è un blog, se questo significa l’ennesima piazza mediatica dove si scambiano spesso più offese e livori che sane considerazioni, o l’ennesima raccolta di ricette più o meno appetibili, più o meno ben fotografate.

Questo non è un blog, se questo significa un pulpito di minima moralia su come gira il mondo, o un’esibizione narcisistica di quanto si è più bravi e più belli delle migliaia di altri consimili in rete.

E’, invece, il racconto di una passione: quella, oramai ventennale, per tutto ciò che gravita intorno al mondo dell’enogastronomia, visto attraverso i miei occhi di architetto e non di professionista del settore, occhi disincantati e disinteressati che mi permettono uno sguardo lucido su un mondo affascinante fatto di gente (gli chef, i ristoratori, gli imprenditori) che si mette in gioco quotidianamente rischiando in proprio, portando avanti coraggiosamente qualità e promozione territoriale in contesti difficili, spesso fuori dalle rotte più battute, senza il minimo conforto e sostegno di politiche governative attente, come invece dovrebbe essere, a una delle realtà più interessanti e potenzialmente trainanti dell’economia nazionale.

Per fare ciò, non giro l’Italia da facoltoso globe-trotter con indole gourmet, ma approfitto degli impegni professionali che mi portano spesso lontano da casa per andare a cercare, aiutato da guide, food blog, commenti sui social network e antenne ben sintonizzate, queste realtà più o meno note, talvolta molto note ma più spesso di nicchia, senza echi mediatici e influenti sostenitori, e verificare quanto di serio si dice in giro e quanto di inventato, con grandi innamoramenti ma anche clamorose delusioni.

Quando m’innamoro, quando gli sforzi profusi in queste attività mi sembrano sinceri e degni di nota, oppure quando intravedo segnali di modernità, di sintonia con il mondo “oltre il giardino”, di superamento di cliché furbi e poco rischiosi, allora scatta il compulsivo appuntare emozioni e sensazioni sui miei taccuini neri che si trasformano lentamente, faticosamente, sottraendo ore al riposo notturno o alla ben più meritata compagnia dei miei figli, in recensioni appassionate, racconti di vita, di luoghi, di uomini e donne, di amorosi scambi di piaceri quali spesso sono, alla fine, le belle esperienze gastronomiche.

Alcune di queste sono già apparse in rete, tra le pieghe un po’ nascoste di Facebook, dove alcuni di voi, forse, avranno già avuto modo di apprezzarle, ma da qui si riparte perché questo racconto, ininterrotto, si arricchisca di nuovi e, spero, sempre più entusiasmanti capitoli.

4 Risposte a “questo non è un blog”

  1. In bocca al lupo! Gran bella idea.
    Massimo

  2. Un blog di nicchia, che unisce il “gusto” per il gourmet ad uno stile narrativo raffinato e poliedrico capace di rendere palpabili le esperienze del degustatore. Il sito e la galleria fotografica suggellano il “gusto” per l’armonia, l’equilibrio e la misura, metro del “bello”. Una passione che diventa arte.
    daniela&antonio

  3. De re coquinaria peritum maximum Danilum Apicii architectum clamamus.
    AdaRoberto